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Genitori e figli: il senso del tempo e il ritmo della vita

I nove mesi di gravidanza vengono legittimamente definiti "il tempo dell'attesa". Diventare genitori significa rivisitare il concetto di tempo e, spesso, inventarlo e reinventarlo quando sembra non sia proprio possibile averne di più.

Tiziana Calogero è la nostra Pedagogista, una delle new entry fra i nostri specialisti, e che siamo molto orgogliosi di aver conosciuto. Si occupa quotidianamente di bambini, ma anche - e soprattutto - di genitori adulti: è specializzata in sostegno alla genitorialità, metodo di studio, disturbi specifici dell'apprendimento, ADHD, bullismo.

Oggi ci regala un articolo che tocca delicatamente alcuni aspetti tutt'altro che scontati della vita di figli e di genitori.

Il tempo, dal concepimento in avanti, si modifica: a volte sembra dilatarsi all’infinito e altre volte correre in autonomia.

Accade che i ritmi della mamma, del papà, del bambino e del resto del mondo vadano in conflitto ed è impegnativo sincronizzarli nuovamente. È una ricerca di adattamento costante in cui i confini si sfumano fra chi deve andare incontro a chi. Si accelera e si rallenta, si prende fiato e si va in apnea, si cerca un equilibrio per poi ripartire. C’è un tempo concreto da gestire, fatto di impegni e incombenze più o meno piacevoli, in cui le giornate sembrano incredibili giochi di incastro che si alternano al vuoto delle giornate di sosta forzata richieste dalle esigenze dei bambini. I ritmi sono dettati dall’esterno e, spesso, inderogabili e imprescindibili.

Ma c’è anche un’altra dimensione: lo spazio emotivo da dedicare a noi stessi, al nostro bambino e al nostro sentire.

È una dimensione che rischiamo di tralasciare e che invece dobbiamo ascoltare, riconoscere, accogliere e tutelare. I nostri bambini ci aiutano in questo e ci allenano fin da subito a una nuova declinazione del tempo; fin da quei primi nove mesi di gestazione, a volte infiniti e a volte fuggevoli, che ci possono portare a ritrovare la saggezza del tempo presente in natura.

Le  piccole conquiste dei bimbi richiedono tempo, il loro stesso approccio al mondo è fatto di un tempo lento in cui osservare, studiare, aspettare. E poi improvvisamente quel tempo diventa vorticoso, il tempo del gioco senza sosta e senza stanchezza, le foto che ci ricordano che solo 5 minuti fa soffiavamo insieme la prima candelina e oggi compriamo lo zaino per la scuola, la fame di vita e la curiosità che spinge i bambini ad andare a mille, e noi con loro.

Questo percorso, fatto di passetti piccoli e vicini, di fermate improvvise e prolungate, di corse a perdifiato e poi di lente passeggiate, ci porterà a riscoprire il senso del tempo e il significato della vita.

 

Dott.ssa Tiziana Calogero

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